Foto in posa o reportage?

villa-pisani-sposiLa fotografia di matrimonio oggi sembra davanti ad un bivio sull’approccio che deve avere il fotografo con i propri soggetti.

Citando due grandi maestri come Paul Strand e Henri Cartier Bresson possiamo distinguere i principali filoni fotografici; il primo metteva esclusivamente in posa per ritrarre esattamente quello che aveva visto con la mente, il secondo era un “reportagista” puro, facendo della discrezione una filosofia di vita.

Tornando alla fotografia di matrimonio, perché è nata questa necessità di esprimere ai propri clienti il  modo in cui si opera orientandosi sempre più sul reportage?

Crediamo che questa necessità di avere foto sempre più votate al reportage puro sian dovute al fatto che fino a qualche anno fa, il fotografo monopolizzava gli sposi per diverse ore, al fine di portare a casa scatti in posa che fossero molto scenografici. Le posizioni dei soggetti nelle foto erano collaudate e riprodotte in serie da un matrimonio all’altro, catturando spesso, nell’espressione degli sposini, il disagio di essere per ore “sotto tiro” lasciando da soli gli invitati. Era l’era della pellicola, non dimentichiamolo. Gli scatti dovevano essere necessariamente studiati per evitare brutte sorprese, considerando che si scattava molto meno di adesso.

Ora, con la tecnologia digitale, si può osare molto di più; cogliere più facilmente scatti rubati, espressioni che raccontano le emozioni spontanee della giornata, l’interazione degli sposi con amici e parenti.

Quindi a questo punto, come ci proponiamo noi coi nostri clienti?

Il nostro pensiero si pone in una salomonica via di mezzo, perché una strada non preclude l’altra. Innanzitutto, bisogna interpretare i nostri futuri sposi, capendo le loro esigenze, aspettative, senza però venir meno al nostro modo di raccontare la giornata. Noi lasciamo largo spazio al reportage, elemento molto importante perché la spontaneità è il modo migliore per riconoscersi ed emozionarsi di fronte a delle immagini che fermano l’istante irripetibile del matrimonio. Ma siete davvero sicuri che questo vi basterà, quando vi verranno consegnate le foto?

Si è fatta molta strada, nella fotografia matrimonialista, rispetto agli scatti statici che si facevano una volta. E perché, dunque, rinunciare ad avere qualche fotografia scenografica che non vi terrà impegnati per un tempo eccessivo, ma che enfatizzerà la vostra bellezza, il paesaggio che voi avete scelto per coronare questo importante momento? Sarà un percorso “accompagnato”, non troppo “in posa”, ma più simile ad una serena passeggiata, dove noi coglieremo sguardi, luce, architetture, paesaggi e voi potrete serenamente avere il tempo per scambiarvi opinioni ed impressioni, senza essere “bistrattati” dagli invitati. Si sceglierà per quanto possibile, il giusto orario, in modo da interpretare al meglio la luce della giornata.

Insomma, non vogliamo farvi “odiare” il fotografo, ma vogliamo che lo vediate come l’occhio della vostra anima; vi scruterà discretamente, vi interpreterà, vi solleverà il morale se ce ne sarà bisogno ( vedi l’articolo sulla pioggia https://www.wedfoto.it/mi-sposo-e-se-ci-sara-pioggia/ ) e renderà indelebile la vostra emozione.

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